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MUSEO CIVICO
DELLA VAL FIORENTINA
“ VITTORINO CAZZETTA”
IL MUSEO È ATTUALMENTE CHIUSO PER RESTAURI (info Pro Loco: 0437 720243)
Collezione: Il museo gode di particolare prestigio grazie al tesoro
archeologico che custodisce:
lo scheletro originale di un cacciatore mesolitico in ottimo stato di
conservazione, scoperto nel
1987 nelle sua tomba quasi intatta, al riparo di un grosso masso in
località Mondevàl de Sora
(2150m s.l.m); si possono ammirare lo scheletro perfettamente conservato
dell’ uomo e tutti i
suoi arnesi ed effetti personali rinvenuti nella tomba, ricostruita
dettagliatamente all’ interno
della sezione archeologica del museo; sono esposti inoltre numerosi
reperti anche originali del
periodo Tardo Neolitico, Eneolitico e dell’ Età del Ferro.
La sezione storica del museo espone una raccolta di antiche pergamene
che offrono al
visitatore una panoramica della storia e delle problematiche che hanno
caratterizzato nei
secoli scorsi il piccolo paese di Selva di Cadore, comprese le vicende
riguardanti l’ attività
mineraria nella Val Fiorentina.
Nella nuova sezione geo-paleontologica del museo il visitatore può
ammirare un’ esposizione
di fossili provenienti dalle stratificazioni del Triassico in Val
Fiorentina; la curiosità del turista
sarà sicuramente attratta dal calco del masso risalente a oltre 220
milioni di anni fa che
conserva le impronte impresse sulla superficie di limo da tre specie
diverse di dinosauri.
Attività culturali: è prevista per i visitatori la possibilità di
partecipare a delle visite guidate
presso il sito di Mondeval de Sora, luogo dove, accanto ad un grande
masso, è stata scoperta l’
inumazione del cacciatore preistorico. Il sito è di grande rilevanza
archelogica, si tratta infatti
dell’ unica sepoltura mesolitica ritrovata ad alta quota fino ad oggi,
caratterizzata tra l’altro da
un’ ottima conservazione dei resti organici.
ORARI: Il museo è aperto in stagione turistica, tutti i giorni dalle ore
16.00 alle 18.30.
In altri periodi dell’ anno è visitabile da gruppi e scolaresche previo
appuntamento telefonico.
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L’UNESCO dichiara le
DOLOMITI “Patrimonio
Naturale dell’Umanità”
In data 26 Giugno 2009, l’UNESCO ha
inserito le montagne calcaree situate
nel nordest d’Italia nella lista dei più
bei paesaggi del mondo. Con questo atto,
le Nazioni Unite hanno riconosciuto
ufficialmente tramite la propria
organizzazione per l’educazione, la
scienza e la cultura, le peculiarità e
l’unicità delle Dolomiti.
Adesso le Dolomiti, con le loro note
cime della Marmolada (3.342 m), delle
Tre Cime di Lavaredo (2.999 m),
dell’Averau (2.649 m), dello Sciliar
(2.563 m), delle Pale di San Martino
(3.192 m) e del Monte Pelmo (3.169 m)
per citarne solo alcune, sono
riconosciute a ragione fra le montagne
più belle della Terra.
Le DOLOMITI – Patrimonio Naturale
dell’Umanità UNESCO L’UNESCO, l’organizzazione per
l’educazione, la scienza e la cultura
delle Nazioni Unite, cura un elenco
mondiale di paradisi naturali e tesori
culturali protetti, ritenuti di
particolare valore per le generazioni
future. Negli anni scorsi
l’organizzazione si è occupata della
candidatura per il Patrimonio Naturale
dell’Umanità delle Dolomiti. Questa
venne inoltrata dalle cinque provincie italiane di Bolzano, Trento, Belluno,
Udine e Pordenone, sul cui territorio si
estendono le Dolomiti, con un obiettivo
ben preciso: ottenere il prestigioso
riconoscimento da parte dell’UNESCO.
La IUCN (International Union for
Conservation of Nature) venne incaricata
dall’UNESCO di verificare la
compatibilità delle caratteristiche
delle Dolomiti con i criteri di
ammissione al Patrimonio Naturale
dell’Umanità. Il risultato: le Dolomiti
sono uniche dal punto di vista
geologico, botanico e paesaggistico e
perciò non sono paragonabili ad altre
montagne della Terra. La IUCN a
proposito: “Le Dolomiti sono
generalmente considerate tra i paesaggi
alpini più belli del mondo, pur non
avendo le vette più alte e i ghiacciai
più vasti.” Infatti sono stati i pregi
estetici, la straordinaria bellezza, le
particolarità geologiche e la ricchezza
della flora, con oltre 2.400 specie
diverse, a convincere la commissione
dell’IUNC. Nel suo rapporto conclusivo,
la IUCN ha proposto all’UNESCO di
accoglierle nella lista delle
scenografie naturali di prim’ordine.
Nell’ambito del 33° congresso annuale a
Siviglia, il 26 giugno 2009 l’UNESCO ha
dichiarato le Dolomiti Patrimonio
Naturale dell’Umanità. Le Dolomiti
adesso sono tra i 50 paesaggi più belli
d’Europa e tra i 199 a livello mondiale.
Grazie all’esistenza di vasti parchi
naturali, parchi nazionali e zone
protette Natura 2000, che da decenni
ormai proteggono le aree centrali delle
Dolomiti, l’UNESCO ha insignito queste
montagne come tali del titolo di
Patrimonio Naturale dell’Umanità. Ne
fanno parte il gruppo formato da Pelmo e
Croda da Lago (in Veneto); il massiccio
della Marmolada; il gruppo formato dalle
Pale di San Martino, Pale di San Lucano
e Dolomiti Bellunesi; il gruppo formato
dalle Dolomiti Friulane e d'oltre Piave;
le Dolomiti Settentrionali, situate fra
Alto Adige e Veneto e comprendenti
Cadini, Dolomiti di Sesto, Dolomiti
d'Ampezzo, Dolomiti di Fanes, Sennes e
Braies e il gruppo Puez-Odle; il gruppo
formato da Sciliar, Catinaccio e
Latemar, a cavallo fra Alto Adige e Trentino; le Dolomiti di Brenta, le più
occidentali, tutte in territorio
trentino; il Rio delle Foglie, uno
straordinario canyon, unico al mondo, le
cui stratificazioni rocciose dai più
diversi colori e gli innumerevoli
fossili di animali preistorici.
Complessivamente si tratta di
un’estensione di ben 142.000 ettari,
integrati da una zona cuscinetto di
ulteriori 90.000 ettari. <br>
Le cosiddette zone cuscinetto sono
impiegate dall’UNESCO da alcuni decenni
come strumento di protezione esterna
delle zone centrali del Patrimonio
Naturale dell’Umanità. In questa fascia
territoriale si cerca di evitare o di
limitare attività edilizie,
infrastrutturali ed urbanistiche che
possano intaccare il valore delle zone
centrali. Per esempio si tende a
limitare l’altezza di fabbricati, come
anche la larghezza di strade. Nel caso
specifico delle Dolomiti, la IUCN
conferma nel proprio rapporto
conclusivo, che analogamente alle zone
centrali, anche le zone cuscinetto sono
già inserite in riserve naturali
protette al 98 %.
Su scala mondiale ben 199 paesaggi fanno
parte del Patrimonio Naturale
dell’Umanità UNESCO. In Italia le
Dolomiti sono la seconda zona di questo
tipo e si aggiungono alle Isole Eolie,
inserite nell’elenco nel 2000. |
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